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PASSIONE ENGADINA

ALFA ROMEO GIULIA SPRINT GTC


Chi era costei? Quasi nessuno ne ha mai vista una o se la ricorda. La sua carriera fu brevissima e costellata da problemi tecnici e, non di meno, da un prezzo di vendita esorbitante che ne limitarono pesantemente la diffusione. Solo 1’000 esemplari, di cui oggi possiamo contare sulle dita di una mano quelli sopravvissuti. Anche se non ha mai partecipato a nessuna edizione di Passione Engadina mi sembrava giusto ricordarla agli appassionati come me. Spero che questo articolo solleciti qualche proprietario di questa bella auto. Aspetto fiducioso… Nella foto potete vedere una bellissima Giulia Sprint GTA, versione alleggerita della GT due porte, quest’ultima scelta come base per la GTC. 

Ormai la Giulietta Spider era fuori produzione da tempo e, la dirigenza dell’Alfa Romeo, era intenzionata ad ampliare la nuova gamma Giulia con una versione aperta della berlina che stava avendo un successo strepitoso. Quindi, al Salone di Torino del 1964, venne presentato il prototipo realizzato dalla Carrozzeria Bertone su disegno di Giorgetto Giugiaro. Qualcosa del design della carrozzeria non funzionava ma ormai la commercializzazione  era già stata annunciata e qui iniziarono i primi problemi. Bertone aveva le linee di montaggio già sature nella produzione della Fiat 850 Spider che stava avendo un successo pazzesco e rifiutò la commessa . Quindi fu deciso di affidare l’assemblaggio alla prestigiosa  Carrozzeria Touring di Milano che si trovava in gravi difficoltà finanziarie. L’incosueta scelta fu dettata per cercare di dare una mano alla dirigenza della Touring in ricordo della collaborazione passata nella realizzazione di splendide vetture dagli anni 40. La Carrozzeria Touring in quel periodo aveva sperperato un capitale rilevando quote del gruppo inglese Rootes anticipando centinaia di  milioni di lire di allora, e purtroppo si trovò ad un passo dal fallimento. Fu l’allora Presidente dell’Alfa Romeo in persona a compiere questo atto generoso. Altri tempi.

Nel 1965, la Giulia Sprint divenne GTC e fu messa in vendita a 2.395.000 lire. Un prezzo troppo elevato per il pubblico dell’epoca. La Giulietta ne costava 1.810.000, e già non era regalata, ma aveva tutto un altro fascino. Come dicevo, il design non convinceva, aveva una carrozzeria dall’aspetto un po’ goffo dato anche da una cappottina di qualità che sembrava scadente. E in realtà lo era, purtroppo. Se vi capitava di guidare durante la pioggia, a capote chiusa, era come non averla. Entravano fiotti d’acqua ovunque impregnando la moquette che marciva in pochi giorni. Un problema irrisolvibile dato che il progetto era sbagliato dall’inizio.

Per non parlare dei gravi problemi strutturali della carrozzeria non irrigidita a sufficienza per compensare la mancanza del tetto, come dicevo la Carrozzeria Touring non aveva nè il tempo nè i mezzi finanziari per una progettazione adeguata e il risultato fu questo.

L’Alfa Romeo si rese conto del disastro e presentò, nel 1966, la Duetto, mitica Spider che ebbe un successo planetario.
La Giulia Spider GTC fu spazzata via in un attimo. Gli ultimi esemplari assemblati vennero praticamente svenduti presso la rete Alfa Romeo o presero la via dell’estero, una ventina finirono negli Stati Uniti dove oggi è ricercatissima dai collezionisti.
La Giulia Sprint Gtc oggi sta lentamente uscendo dall’oblio in cui era stata condannata e sta destando sempre più interesse nei raduni di auto d’epoca, quindi l’idea non era poi così male…  


copyright by Davide Piazza
photo by Gabriele Spalluto