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PASSIONE ENGADINA

ALFETTA GT /GTV 2000 1974-1987


Una delle più apprezzate auto sportive  2+2 di tutti i tempi sia in Italia che all’estero soprattutto in Germania e Stati Uniti. Venne presentata nel 1974 ma la sua gestazione fu lunga e tormentata.

I primi studi iniziarono nel 1967 quando ancora la Giulia GT era nel pieno del successo, era stata lanciata nel 1963, la Direzione dell’ Alfa Romeo cominciò a pensare a come sostituirla degnamente.

Nel 1966 era stata presentata la BMW 02, meglio conosciuta come 2002, una berlina sportiva a due porte che stava avendo un successo internazionale. La Giulia GT era una coupè pura, con le limitazioni di un corpo vettura dalle dimensioni compatte e da un bagagliaio non molto capiente, al contrario della berlina della Casa bavarese che offriva 4 posti comodi, un bagagliaio più sfruttabile e una carrozzeria dal design meno caratterizzato. Quindi si partì da questo presupposto.

Il disegno della nuova auto venne affidato all’Italdesign, azienda appena fondata da Giorgetto Giugiaro, che già era l’autore della Giulia Gt, mentre come base meccanica si utilizzò sempre la stessa auto. In parallelo però veniva sviluppato un altro progetto dal Centro Stile Alfa, chissà, forse per avere un eventuale piano B, all’epoca era un comportamento normale delle case automobilistiche Italiane.

Dopo anni di modifiche, ripensamenti all’ultimo minuto, nel 1974 si arrivò alla presentazione ufficiale del nuovo modello che faceva parte ora della gamma Alfetta, fortunata berlina presentata 2 anni prima, che a sua volta nasceva da una costola della Giulia. Come motorizzazione standard utilizzava il 1779 cc da 122 CV della berlina, mentre all’interno sfoggiava una plancia molto originale per l’epoca: il contagiri di fronte al guidatore e, a destra, il quadro strumenti. Non è dato sapere se fu Giugiaro o i designer del Centro Stile Alfa gli autori degli interni. Le dimensioni dell’Alfetta GT erano cresciute di parecchio rispetto alla coupè che sostituiva quindi si stava un po’ più comodi ed aveva un comodo portellone quindi era molto più sfruttabile della Giulia GT. Venne accolta molto bene dalla stampa specializzata e arrivò nelle concessionarie che attendevano con ansia la nuova auto, si era nel 1974, in piena crisi petrolifera che stava minando le vendite di auto sportive dai consumi elevati. Il 1800 Alfa Romeo si dimostrò piuttosto sobrio rispetto alle varie concorrenti tedesche e quindi aveva quel qualcosa in più rispetto ad esse. Il bagagliaio dotato di portellone era più spazioso di quello della Giulia GT ed era più pratico. La guida era sempre da sportiva a trazione posteriore, ma meno estrema. Venne scelta anche da molte famiglie come prima auto, cosa inusuale per una coupè. Nei primi 2 anni di commercializzazione fu venduta in circa 22000 esemplari, un successo. Nel 1976 il motore 1800 venne sostituito da un più tranquillo 1600 cc da 109 CV e nacque la GTV , il nome forse più conosciuto di questo modello, equipaggiata con un 2000 cc con la stessa potenza del 1800. Non era una novità assoluta visto che per le versioni destinate al mercato nordamericano erano dotate di quel motore, differiva solo per la potenza ridotta a 109 CV e l’iniezione meccanica Spica, scelta obbligata per le rigide norme antinquinamento americane che causò infiniti problemi di affidabilità. Ma gli americani l’amavano comunque. Si approfittò dell’occasione per un lieve restyling della mascherina, i paraurti vennero dotati di rostri in gomma e, sulle le griglie dell’aerazione dell’abitacolo venne messa la scritta GTV. Nel 1978 divenne GTV L e fu  aumentata la potenza a 130 CV e, finalmente, venne abbandonata la soluzione del parabrezza e lunotto incollati, che avevano causato numerosi problemi alla clientela. Sono stati prodotti anche una manciata di esemplari con motore 2600 della Montreal, circa una ventina, e solo per il mercato tedesco. Nel 1979 arriva la Turbo Autodelta (Reparto Corse Alfa Romeo) da 150 CV dotata di turbocompressore Alfa Avio, che si dimostrò piuttosto fragile e venne sostituito da un più affidabile KKK.

Nel 1980 si arrivò alla seconda serie, forse quella meno riuscita, col corpo vettura appesantito da molti particolari in plastica nera, ma così era il design di quegli anni. Venne eliminata la versione 1600 ed arrivò la GTV 6 con motore 2500 ad iniezione elettronica da 160 CV, sì, quella con la gobba sul cofano ne vennero costruite 12’000, quasi tutte destinate al mercato europeo, Germania, Regno Unito e soprattutto Stai Uniti. Nel 1984/85 vennero prodotti anche 200 esemplari, dalla filiale sudafricana, dotate di motore 3000 cc, con guida a destra, venduti solo per il mercato locale e per i paesi del Commonwealth. La produzione dell’Alfetta GT/GTV terminò nel 1987 con 122’000 esemplari prodotti e oggi è molto ricercata dalle giovani generazioni di collezionisti.


copyright by Davide Piazza
photo by Massimiliano Rossetto