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PASSIONE ENGADINA

Alfa Romeo Giulietta Spider


La fidanzata d’Italia, così veniva chiamata la Giulietta Spider. Ed in effetti tutti l’amavano perdutamente per il design della sua carrozzeria Pininfarina di una bellezza mozzafiato.

Ma non fu di un italiano l’idea di creare quest’auto da sogno, bensì di Max Hoffman, leggendario importatore americano di automobili europee negli States.  Per intenderci,  fu lui a spingere Mercedes a mettere in produzione la celeberrima 300 SL ali di gabbiano e la successiva 190 SL cabriolet e  Jaguar E TYPE per dirne un’altra. Un personaggio quasi mitico nella storia dell’automobile.

Nel 1954 Hoffman arrivò a Milano per incontrare i dirigenti dell’Alfa Romeo per acquistare un lotto di Giulietta Sprint Coupè carrozzata Bertone, da vendere negli Stati Uniti dove le auto sportive italiane avevano molti estimatori quando, durante una sontuosa cena al ristorante Savini della capitale lombarda, forse complici le abbondanti libagioni della serata, Hoffman mise sul tavolo un ordine di 600 Giulietta più un’opzione di altri 2’000 esemplari, ma a condizione che l’Alfa ne progettasse una versione a 2 posti cabriolet. I dirigenti Alfa Romeo presenti alla cena rimasero sorpresi poichè non era nei piani dell’azienda una versione spider della Giulietta, visto che all’epoca erano le spider inglesi e tedesche a vendere molto sul mercato americano ma, con una commessa così sostanziosa come dire di no, a Max Hoffman poi…

La mattina dopo Federico Acquarone e Rudolf Hruska,futuro "padre”dell’Alfasud, commissionarono alla Carrozzeria Bertone e alla Carrozzeria Pininfarina, mettendoli in competizione,  lo studio e lo sviluppo della Giulietta Spider. Franco Scaglione, che era il designer di Bertone, disegnò una carrozzeria molto moderna e quasi avveniristica per l’epoca, ma comunque di una certa eleganza, Pininfarina invece, propose una linea più classica, più simile forse alla Lancia Aurelia Spider che già era prodotta presso di loro. Hoffman ritornò a Milano, vide i 2 prototipi e scelse quello di  Pininfarina. Bertone aveva approntato 2 esemplari e uno dei 2 venne comunque acquistato da Hoffman per uso privato, l’altro rimase all’Alfa Romeo che lo rivendette poi ad un cliente italiano. Nel marzo 1955, dopo una gestazione tormentata sullo stile dei particolari dell’auto, la Giulietta Spider venne finalmente presentata al Salone di Parigi e con un prezzo annunciato di 1'710’000 Lire. 200’000 mila in più per la Veloce, ma comunque non ancora in versione  definitiva. Nessuno sa ancora oggi chi sia stato il designer di Pininfarina che ha creato questo capolavoro di stile, giravano voci su 5 nomi ma nessuno ha mai saputo chi dei 5 abbia firmato il design della carrozzeria. Non fu un esordio trionfale, anzi, un giornale italiano la chiamò "l’Aurelia dei Poveri”, forse per qualche reminescenza Lancia della linea. Poco dopo venne finalmente messa in produzione ma, a causa dell’enorme richiesta, la catena di montaggio dell’Alfa Romeo non perfettamente rodata su volumi cosi’alti si ingolfò. Risultato: un solo esemplare prodotto nel 1955. La produzione vera e propria iniziò nel 1956 con la prima serie codice interno 750 D, normale, e 750 F, Veloce. Ne produssero ben 1007 esemplari della prima e 18 della seconda. I clienti tirarono un sospiro di sollievo.

Avevano tutte e due un motore 1290 cc che erogava 65 cavalli in grado di raggiungere i 160 km/h, carburatore Solex a doppio corpo, cambio a 4 marce, trazione posteriore e freni a tamburo, nota dolente di questa serie. La Veloce, grazie a 2 carburatori Weber e con un diverso rapporto di compressione, portava l’auto a quasi 180 km/h all’epoca una velocità alla portata di pochissime auto, questa è la versione meno prodotta con 2’796 esemplari quindi la più ricercata dai collezionisti.

Il successo fu enorme costringendo Alfa Romeo e Pininfarina a predisporre 2 turni nelle catene di montaggio delle rispettive fabbriche per evadere gli ordini che si accumulavano, predisponendo 2 controlli di qualità, sia a Grugliasco sia a Milano, andò meglio quando nel 1958 venne inaugurato il nuovo impianto di Pininfarina. Tutti la volevano, attori, cantanti, calciatori, la Giulietta Spider era diventata un fenomeno di costume. 

Nel 1959 venne presentata la seconda serie allungata di 50mm, venne modificato un po’ l’interno e la potenza fu portata a 80 cv,vennero modificate le sellerie i comandi e la fanaleria visto che in quell’anno entro’ in vigore il nuovo codice della strada italiano. La guida della Giulietta oggi la definiremmo un po’ rude e molto impegnativa sul bagnato, ed occorreva molta cautela nelle discese con un’impianto frenante a 4 tamburi, frequenti erano il pedale del freno a fondo corsa dopo un uso inteso. Ma alla Giulietta si perdonava tutto. Il 1960 fu l’anno di maggior successo con circa 5’000 esemplari e nel 1961 si arrivò alla terza serie dove venne molto migliorato il cambio ma ormai si avvicinava l’ora della pensione. Alla fine di quell’anno venne presentata la Giulia Spider, quasi uguale alla Giulietta, ma con motore 1600. Nell’estate 1962 venne tolta ufficialmente tolta dai listini, anche se in realtà la produzione andò avanti ancora per qualche mese grazie dalle suppliche degli ultimi clienti. In totale ne vennero prodotte 18’000 esemplari tra Normale e Veloce. La Giulietta Spider è diventata un mito e resta tra le pietre miliari dell’Automobile.


copyright by Davide Piazza
photo by Massimiliano Rossetto