PASSIONE ENGADINA

Alfa Romeo Montreal, 1972-1977


Si lo so, ve la ricordate tutti. A molti appassionati di auto sportive l'omonima capitale del Canada non viene neanche in mente. Eppure appena si parla dell'Alfa Romeo Montreal tutti la ricordano, me compreso. Ebbi la fortuna di avere come cliente del bar di famiglia il proprietario di un esemplare di colore arancione. Non le donava molto la tonalità mandarino, ma nel 1974 da frugoletto di 7 anni, gli chiesi di portarmi a fare un giro. Da allora, tutti i giorni un tormento. 
Campione d'Italia, dove sono nato e cresciuto, sembra un circuito da corsa e infatti negli anni '50 sono state disputate alcune manifestazioni motoristiche piuttosto importanti. Dopo il caffè di inizio giornata, al proprietario toccava fare il giro del paese con me al fianco. Ricordo un pomeriggio d'estate che era di buon umore e mi portò fino a Lugano a 210 km/h. Ancora oggi ricordo il rombo dell'otto cilindri Alfa Romeo e
ogni volta che ne rivedo una ho un tuffo al cuore. Mi piace ancora come allora.

La storia di quest'auto iniziò nel 1967 per l'esposizione universale canadese, che in quell'anno festeggiava il centenario della Federazione e, come unica casa automobilistica italiana, fu invitata l'Alfa Romeo che espose due "dream car", come si dice oggi, commissionate alla Carrozzeria Bertone, mentre la meccanica era della Giulia e il design di Marcello Gandini. In realtà i due prototipi dovevano rimanere un puro esercizio di stile, ma il successo riscosso sul pubblico nordamericano e sui concessionari, diede la scintilla per la messa in produzione. "Montrealine" le chiamavano in azienda ed erano quattro, tutte con motore 1600 della Giulia. Fu il presidente dell'Alfa di allora, Giuseppe Luraghi, a dare il via libera al progetto Montreal che creò non pochi malumori tra Nuccio Bertone, Marcello Gandini e la direzione Alfa Romeo.
La meccanica venne giudicata inadeguata e quindi si pensò di dotarla di un propulsore ad otto cilindri a V (derivato dalla 33 stradale) aumentato a 2600 cc, con 230 CV di potenza, che però non trovava posto nella carrozzeria disegnata da Gandini.  Da qui scoppiò la guerra tra Alfa Romeo e la Carrozzeria Bertone. Alfa ordinò un innalzamento del cofano motore e una modifica alla base del parabrezza, Gandini rifiutò. Passarono mesi di trattative serrate, alla fine Bertone capitolò e finalmente la Montreal venne presentata al Salone di Ginevra del 1970.
Qui si ripetè lo stesso successo ottenuto all'Expo Canadese. L'Alfa Romeo Montreal venne messa in vendita nel 1972 ad un prezzo di 5.700.000 lire italiane.
Optional previsti erano i vetri elettrici (100.000 lire), vernice metalizzata (140.000 lire) e udite udite, aria condizionata a 290.000 lire.
Ma la crisi del 1973 era alle porte e la nuova sportiva Alfa ne venne colpita considerevolmente. Piaceva a tutti ma la comprarono in pochi.
Aveva una guida impegnativa, il telaio era stato concepito per la meccanica Giulia, e aveva un consumo di carburante piuttosto elevato per gli standard in quel momento di crisi. Ne vennero prodotte 3925 unità, dal 1972 al 1977. Gli ultimi due anni furono i peggiori. Ne vennero prodotte solo 50 di cui 38 venduti negli States. A tutt'oggi l'Alfa Romeo Montreal è una tra le Alfa più conosciute ed amate dai collezionisti e appasionati.