menu
PASSIONE ENGADINA

Cisitalia 202, 1947-1952


Alzi la mano chiunque ne abbia vista una. Fino a poco tempo fa era esposta al Museum of Modern Art di New York, come ho scritto all’inizio, "scultura in movimento". Ora la direzione del Museo ha deciso di toglierla dagli spazi espositivi  sostituendola con una Jaguar dello stesso periodo storico,   quindi l’esemplare di colore rosso , rimasto in esposizione per anni, resterà nel buio dei magazzini del MoMA forse per sempre. Peccato.

Cala cosi’ il sipario su di un’auto straordinaria che ebbe una storia travagliata che costo’lacrime e sangue al suo creatore, Piero Dusio.

L’azienda Cisitalia fu fondata l’8 Marzo 1946 da Dusio, un facoltoso commerciante di tessuti piemontese con la passione delle corse.

Il primo modello della Cisitalia fu la D46, una monoposto progettata da Dante Giacosa,il padre delle utilitarie Fiat dalla Topolino fino alla 127.
L’esordio delle Cisitalia avvenne in occasione della Coppa Brezzi sul circuito torinese del Parco del Valentino, erano ben 7 le auto Cisitalia schierate con al volante Dusio stesso, Taruffi e il mitico Nuvolari. Vinse Dusio ma chi mandò in visibilio la folla fu il pilota mantovano che guido’la D46 gli ultimi 2 giri con il volante staccato dal piantone dello sterzo aiutandosi con la mano destra nei rettilinei.Per i maligni fu un atto studiato dallo stesso Nuvolari per attirare l’attenzione dei giornalisti e fotografi presenti all’evento che non persero l’occasione di immortalare l’impresa che oscurò la vittoria del Patron della Cisitalia.
E arriviamo alla 202  una berlinetta 2+2 che venne presentata nel 1947 destando l’ammirazione per il suo design elegante e modernissimo progettato da Pininfarina con Dusio , Giacosa e Giovanni Savonuzzi che in seguito divenne un’importante designer della Chrysler negli anni 50 e 60.
Purtroppo l’azienda si era dissanguata per finanziare il reparto corse e già  nel 1949 chiese l’amministrazione controllata per cercare di evitare il fallimento. La produzione della 202 fu dall’inizio un percorso tutto in salita per problemi di messa a punto e enormi problemi finanziari.che non impedirono nel 1952 di schierare una 202 alla Mille Miglia guidata da Dusio stesso in coppia con il figlio Carlo ma dovettero ritirarsi per la rottura della frizione. Carlo Dusio si ritirò dall’azienda nel 1953 lasciandone la conduzione al figlio ed emigrò in Argentina dove morì nel 1975. La 202, che con il suo piccolo motore di 1089 cc,  derivato dalla Fiat 1100 ma con un design che ancora oggi fa sognare uscì di produzione appena dopo la partecipazione alla leggendaria corsa. In tutto, tra berlinette e cabriolet ne vennero costruite 220. Ne sono sopravissute meno della metà forse.