PASSIONE ENGADINA

Ferrari 365 GTB/4 Daytona, 1968-1974


Tre lettere e un numero. Quasi nessuno conosce quest’auto con questa denominazione. Divenne una leggenda con il soprannome che le diedero i clienti Ferrari ed è così che viene ricordata ancora oggi. Tanto per iniziare con una curiosità. Nel 1965 la Ferrari cominciò a prendere in considerazione l’idea di sostituire la 275 GTB, ormai non più concorrenziale in un mercato, seppur ristretto ,delle supercar ad alte prestazioni. Erano gli anni in cui nacquero le più famose sportive italiane dell’epoca, su tutte, La Lamborghini Miura, tanto per avere un’idea del periodo storico.
Il design della carrozzeria venne affidata, come da tradizione, a Pininfarina dove era in forza Leonardo Fioravanti, fu lui infatti che disegnò quest’auto leggendaria. Per la meccanica invece si mantenne il gruppo propulsore da 12 cilindri della 275 montato anteriormente e in posizione longitudinale. Telaio e sospensioni vennero progettati ex novo con un telaio a traliccio di nuova concezione e venne abbandonato il sistema ad assale rigido delle sospensioni con uno a ruote indipendenti, che per le berlinette Ferrari erano una novità a quell’epoca. Il cambio era a 5 marce, altra primizia per una Ferrari, e l’impianto frenante poteva contare su 4 dischi autoventilanti che gestivano i 352 cavalli erogati dal poderoso 4930 cc 12 cilindri a V con alimentazione a 6 carburatori.
La vettura venne presentata nel 1968 al Salone di Parigi e desto’ molta curiosità per la linea elegante e moderna. Fu in quest’occasione che, per un caso fortuito, venne battezzata col nome con cui è universalmente conosciuta. Durante la conferenza stampa allo zelante dirigente Ferrari, che ne descriveva le meraviglie tecniche, sfuggi’ che la vettura era nata per celebrare la vittoria della 330 P4 su un circuito statunitense l’anno precedente. Un giornalista italiano molto attento ne prese subito nota e l’indomani sulla Gazzetta dello Sport venne pubblicato un articolo molto dettagliato sulla presentazione della nuova Ferrari… Daytona! Enzo Ferrari non gradì per niente il nome americano della SUA auto. Lui le considerava di sua proprietà nonostante i clienti spendessero delle fortune per acquistarle, e inoltrò subito una lettera di reprimenda al giornalista che aveva osato tanto. Quel soprannome rimase per l’eternità e divenne il segno distintivo dell’auto. Nel 1969 venne approntata la versione Spider, per le insistenti richieste dell’ importatore Ferrari negli Stati Uniti, denominata GTS4, ma non in via ufficiale. Solo pochissimi esemplari con quella dicitura sulle targhette d’identificazione riportano quel nome, il perchè resta un mistero .
Nel 1971, nonostante le vendite sostenute, arrivo’ la seconda serie che prevedeva i fari a scomparsa invece che carenati da una copertura in plexiglas (vietati da una nuova legge americana per la sicurezza stradale) e di una nuova capote in tela, per la Spider, che andava a sostituire la precedente in vinile. 
La crisi energetica del 1973 mietè molte vittime nel panorama delle Supercar ad alte prestazioni e la Daytona seguì il destino di altre auto di lusso assetate di benzina. La versione Coupè venne tolta di produzione proprio nel 1973 mentre la Spider le sopravisse di un anno per soddisfare gli ultimi ordini d’oltreoceano ancora pendenti. In totale ne vennero prodotte 1486 di cui solo 7 con guida a destra. 122 furono le Spider che furono praticamente tutte vendute negli Stati Uniti.