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PASSIONE ENGADINA

Fiat 124 Sport Spider


Sapevate che la 124 Sport Spider è stata la seconda cabriolet più prodotta al mondo dopo la Mazda Miata (MX5 per noi europei)? La 124 Sport Spider,così venne denominata, venne concepita per sostituire le ormai vetuste e poco apprezzate dal pubblico 1500/1600 S. Visto il successo della 124 berlina, all’epoca il primo vero esempio di progetto industriale ampio ed articolato, oggi si direbbe "World Car”, si decise di allargare la gamma con la versione Coupè e, appunto la versione Spider come era in uso alla Fiat di allora, ma nessuno si immaginava che la Spider avrebbe avuto una carriera così lunga e gloriosa. Fu un successo al di sopra di ogni aspettativa. Da subito venne accantonato il motore OSCA della 1600 S, ritenuto troppo pesante e costoso da produrre, in favore di un nuovo bialbero di 1438 cc da 90 CV, che si prestava molto bene ad un impiego su di un auto sportiva e di un certo livello di immagine. Il bialbero venne progettato dall’Ingegner Lampredi per la berlina, ma la Direzione Commerciale optò per il piu’ tranquillo 1200. La 124 Sport Spider venne presentata al pubblico il 3 Novembre 1966 al Salone di Torino con una gamma colori di carrozzeria tutti pastello, di cui uno splendido azzurro oggi introvabile, e da subito fece sensazione la sua linea pulita ed elegante ad opera di Pininfarina su disegno dell’americano Tom Tjiarda. Ancora oggi, la 124 Sport Spider, viene ritenuta il suo capolavoro. Il design era molto personale e dai tratti forti come la linea di cintura alta e la calandra a forma di esagono schiacciato, molto lontano dall’allora design Fiat. Purtoppo Pinin Farina Senior non riuscì a vedere l’auto che sarebbe diventata l’orgoglio della sua azienda, morì infatti nell’Aprile del 1966 e lo sviluppo lo terminò il figlio Sergio che ne curò anche la produzione nello stabilimento di Grugliasco. La meccanica era di prim’ordine per l’epoca e fu dotata da subito di un cambio a 5 marce famoso per la manovrabilità e dolcezza degli innesti, forse meglio del 5 rapporti Alfa Romeo di quei tempi.

Si decise sin da subito di esportarla negli Stati Uniti e nel 1967 il primo lotto di 50 vetture "Federali”, cosi venivano chiamate in Fiat, sbarcò al porto di New York. Differivano dalle versioni europee solo per la fanaleria ed una diversa taratura del motore, per rispondere alle allora nascenti limitazioni sulle emissioni inquinanti che divennero negli anni a seguire sempre più rigide. Inutile dire che fu un successo senza precedenti, i 50 esemplari vennero venduti in 2 settimane, e gli sfortunati clienti che non riuscirono ad arrivare in tempo per l’acquisto, dovettero aspettare quasi 6 mesi per averne una, atteggiamento inusuale per un utente medio americano che detesta aspettare per qualcosa che desidera, ma l’attesa ne valeva la pena. In tutto il periodo di produzione durato ben 19 anni, fu l’auto straniera più venduta. Nel 1970 la cilindrata venne aumentata a 1608 cc e nel 1972 furono proposti due motori da 1588 e 1756 cc derivati dalla berlina 132. Quest’ultimo con 118 CV per il mercato Europeo e 94 Cv per quello USA, forse il più adatto alla 124 Spider, è ritenuto dai collezionisti il migliore per robustezza ed affidabilità. In quest’occasione il nome fu cambiato più semplicemente in Fiat Spider e fu oggetto di un restyling di carrozzeria ed interni. Nel 1974 si cominciò a parlare di pensionamento della Spider ma l’enorme successo che aveva sul  mercato americano costrinse la Fiat e Pininfarina a proseguire la produzione. Nel 1975 si decise comunque di interromperne la fornitura per il mercato europeo. In quell’anno la Fiat non produsse più neanche la versione Abarth Rally Stradale, in origine pensata per le corse, costruita in pochi esemplari e solo per i rally, quindi sostituita dalla 131 Abarth. La carriera della Spider proseguì con successo solo In America. Nel 1979 venne dotata di un motore 2000cc ad iniezione Bosch che sviluppava 102 Cv in versione Stato della California e venne dotata di un cambio automatico a 3 rapporti di origine GM. Purtroppo nel 1980 la Fiat decise di abbandonare il mercato americano soprattutto a causa di una rete di vendita insufficiente, e l’ultimo esemplare con marchio Fiat fu immatricolato nella primavera del 1982: da allora fu commercializzata col marchio Pininfarina che ne decretoò il ritorno anche nei listini europei col nome Spidereuropa. Ci fu anche una versione Turbo solo negli Usa con un motore modificato in collaborazione con la Legend Industries denominata Limited Edition. Nel 1985, dopo 200.000 esemplari consegnati venne decretata la fine della produzione. Recentemente FCA ha registrato il numero 124 e ha annunciato che nel 2016, a 50anni dalla presentazione della fortunato modello precedente, una sportiva cabriolet 2+2. Sarà una "Classica Domani”? 


copyright Davide Piazza
photo by Gabriele Spalluto