PASSIONE ENGADINA

Autobianchi Primula, 1964-1970

by DAVIDE PIAZZA

“Prima di tutto Primula “, diceva lo slogan utilizzato dal Gruppo Fiat per lanciare sul mercato la nuova automobile di classe media e, come potreste pensare voi, dove starebbe il fatto sensazionale? In apparerenza nulla, ma in realta’ la storia della Autobianchi Primula è piuttosto complicata e a tratti quasi sconcertante che ebbe inizio nel 1961, ma la sua genesi partì addirittura nei primi anni 30.

Un pomeriggio di Marzo del 1932 il Senatore Giovanni Agnelli, con un collaudatore della Fiat ,si trova a bordo di un prototipo di nuova vettura progettato da Dante Giacosa, creatore di tutte le utilitarie della Fiat fino al 1970. Il motivo della presenza del fondatore della Fiat in quell’occasione fu l’importanza che aveva quel test  Pretese ed ottenne di essere a bordo della prima auto a trazione anteriore della Casa torinese che, al terzo giro di prova, prese fuoco. Agnelli ed il collaudatore riuscirono a fuggire dall’auto in fiamme e la parola “trazione anteriore”, nei corridoi del palazzo di Viale Marconi venne proibita. Inutile dire che il malcapitato collaudatore venne licenziato seduta stante.

Dopo anni di suppliche finalmente a Dante Giacosa venne dato il via libera al Progetto 109 che sfociò, nel 1964, nella prima autovettura con l’innovativo sistema di trazione del Gruppo Fiat a patto che.. non si sapesse. L’ostracismo a Torino verso le novità era leggendario a quei tempi, quindi si decise di usare il marchio Autobianchi, da anni di proprietà della Fiat. La Primula venne usata come “auto laboratorio” senza pensare ad una vera e propria industrializzazione del progetto che dall’inizio, presentava delle criticità risolte solo in parte. Il 31 Ottobre 1964 la vettura venne presentata all’edizione numero 46 del Salone dell’Automobile della città piemontese: la Primula aveva un corpo vettura a 2 porte con portellone posteriore, il tutto con un  design pratico e moderno e, per la prima volta su un’auto media della Fiat, comparivano 4 freni a disco e sterzo a cremagliera.

Le vendite iniziarono nel Gennaio 1965 e 1.050.000 lire italiane vennero giudicate troppe dall’utente medio dell’epoca; il Value for money, come si dice ora proprio non c’era. Il motore di 1221 cc derivato dalla 1100 D forniva prestazioni brillanti ma , come dicevo prima, la messa a punto della vettura non era stata presa in considerazione: il cambio sferragliava, la finitura interna era scadente e soprattutto la tenuta stagna delle guarnizioni del parabrezza e delle altre parti vetrate, era pressochè inesistente; con la pioggia o durante un eventuale lavaggio, per i proprietari delle prime Primula era un incubo. L’altro grande problema fu un’ impostazione eccessivamente prudente dei volumi di produzione della vettura; consegnati i primi 100 esemplari, di auto disponibili non ce n’erano piu’ per altri 3 mesi. Nel Maggio 1965 finalmente vennero consegnati gli esemplari rimanenti e si arrivo’ a quota 1187 auto vendute, e fino a Dicembre, le vendite non decollarono. A Novembre venne lanciata la versione Coupe’ a 2 porte con motore potenziato che univa prestazioni brillanti ad un design sportivo ed elegante e per la prima volta per un’auto italiana, l’offerta di carrozzeria si moltiplica in 2,3,4 e 5 porte; mai più vista su una berlina media. Fu adottata anche una riduzione del prezzo e sconti considerevoli su tutte le versioni e le vendite finalmente decollarono a ritmi sostenuti, ma la fine era in agguato. Nel 1969 venne presentata la 128 , prima Fiat a trazione anteriore, quindi l’Autobianchi Primula era ormai diventata superflua e alla presentazione della versione Familiare della media Torinese, la produzione della Primula venne interrotta dopo solo 6 anni; il timore della Fiat era che la media Autobianchi sottraesse clienti alla 128 e non ultimo, la Primula era costosa da produrre rispetto agli standard Fiat, quindi venne tolta di mezzo nel Gennaio 1970 dopo 76.000 esemplari prodotti nelle 3 serie.

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