PASSIONE ENGADINA

ALFA ROMEO FNM 2300, 1974-1986

by DAVIDE PIAZZA

Oggi la storia industriale dell’ Alfa Romeo in Brasile non la conosce quasi nessuno, ma ha rappresentato il primo tentativo da parte di un’azienda Italiana di conquistare il mercato automobilistico sudamericano. Attualmente il Gruppo Fiat e’ il produttore di auto leader di tutta l’America Latina, ma fu la Casa Milanese che, dal 1950, pose le basi per il successo dell’industria motoristica Italiana in terra brasiliana.

La Fabrica Nacional de Motores, meglio nota con l’acronimo FNM, nacque per ordine del governo del Brasile per trasformare il Paese in una moderna economia industrializzata e quindi, nel 1940, venne iniziata la costruzione di uno stabilimento per la produzione di motori aeronautici su licenza dell’azienda americana Curtiss-Wright.

Alla fine della Seconda guerra mondiale la FNM si trovo’obbligata a diversificare la produzione e si penso’ di costruire localmente camion e autobus considerato che il parco di veicoli pesanti in Brasile era vecchio e tutto composto da residuati bellici americani. La scelta cadde sull’azienda italiana Isotta Fraschini stipulando un accordo per la produzione di camion Alfa Romeo.

L’accordo prevedeva la fornitura di 2000, tra telai e motori dell’ autocarro D80, da assemblare nello stabilimento FNM di Duque de Caxias, poco lontano da Rio de Janeiro. Le condizioni finanziarie dell’ Isotta Fraschini erano difficili, quasi come quelle dell’altra Casa Milanese: le commesse aeronautiche ormai erano ridotte al lumicino e la progettazione di una nuova automobile aveva assorbito quasi tutte le risorse finanziarie. L’Isotta Fraschini pote’ pertanto consegnare solo 200 telai e poco dopo dichiaro’ fallimento; l’incarico venne quindi assunto dall’Alfa Romeo che ebbe l’occasione di entrare in un mercato che già la interessava da molto tempo. I primi autocarri e autobus modello “900” giunsero in terra carioca nel 1950 ed ebbero subito grande successo, facendo rottamare i “catorci”d’anteguerra americani.

Dai veicoli industriali alle automobili il passo fu breve: nel 1960 si decise la commercializzazione dell’Alfa Romeo “JK”, la versione per il mercato brasiliano della “2000”, berlina poco apprezzata della gamma Alfa dell’epoca. La FNM “ JK “( in onore del Presidente Juscelino Kubitschek) venne inizialmente importata completamente smontata e spedita in grosse casse dall’Italia ed assemblata in loco. In seguito, dal 1964, col nome “2150” venne costruita integralmente dalla FNM fino al 1974, quando venne sostituita dalla “2300”. In quell’anno il marchio “FNM” venne abbandonato e la nuova vettura aveva finalmente il logo della Casa Milanese. L’ Alfa Romeo “2300” era derivata dall’ “Alfetta” ma era piu’ lunga di 42 cm e piu’ larga di 7: praticamente le misure di un “Alfa6” ma con la meccanica meno sofisticata: il motore era un 2310 cc da 140 CV con il cambio in blocco e non con il delicato sistema “transaxle”, cioe’ col cambio al retrotreno, del modello italiano. L’arredo interno, invece, era proprio quello dell’ “Alfetta”. Nel 1978 la gamma fu sdoppiata in due allestimenti: “Base” e “Ti” con il motore potenziato a 150 CV; la “2300” venne aggiornata costantemente con l’introduzione negli optionals di condizionatore d’aria, vetri elettrici, chiusura centralizzata, ecc..

Nel 1979, la Fiat rilevo’ lo stabilimento FNM cessando la produzione dei veicoli industriali, mentre la “2300” veniva assemblata a Betim, dove il Gruppo Torinese, gia’ dall’ inizio degli anni 70, disponeva di una fabbrica. La produzione cesso’ nel 1986; non si sa con certezza quanti esemplari furono venduti della “2300”, ma si ipotizza una cifra intorno alle 80 mila unita’.

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