PASSIONE ENGADINA

FIAT 125, 1967-1972

by DAVIDE PIAZZA

Una soluzione d’emergenza: questa era l’obbiettivo della Fiat nei riguardi della ”125. Un’ auto ideata e immessa sul mercato in soli 18 mesi, e non si era certo nell’era delle auto create al computer; un record.

La Casa torinese si rese conto che, i modelli 1300-1500 ormai avevano fatto il loro tempo essendo state presentate nel 1961 . il design della carrozzeria era, forse un po’ troppo, ispirato alla Chevrolet Corvair come del resto la NSU Prinz, le cui vendite andavano a gonfie vele, mentre per il modello italiano le prospettive erano piu’fosche. I gusti ormai stavano cambiando, era il 1965, quando i vertici della Fiat si accorsero che l’uscita di scena delle due berline avrebbe creato un vuoto nella gamma; al tempo la Fiat aveva un’auto per ogni fascia di mercato, dall’utilitaria alla berlina di lusso. Anche le 1800-2300 erano ormai al capolinea, invecchiate precocemente a causa del loro design americaneggiante; ci voleva un modello che facesse “da ponte” tra la 124 , che verrà lanciata nel 1966 e l’uscita di scena, nel 1967, delle berline 1800-2300. Del progetto venne incaricato Dante Giacosa che sapeva fare miracoli con le risorse presenti nella fabbrica,venne usato il telaio della 124, che permise di risparmiare tempo e denaro: anche le portiere erano le stesse.

I motori erano mutuati dalla 1500 C ma con prestazioni migliorate, il frontale venne rialzato e dotato di quattro fari , qualche cromatura qui e là e il 22 Aprile 1967 con un anticipo di tre mesi, la nuova Fiat 125 venne presentata alla stampa specializzata che ne lodo’ la brillantezza delle prestazioni, e soprattutto la qualità costruttiva. Con una velocità di punta di 170 km/h la sua rivale naturale era l’Alfa Romeo Giulia che, pur essendo di concezione piu’ datata aveva la quinta marcia, che la berlina torinese non prevedeva; e la stampa ci ando’ a nozze su questa lacuna che nel 1968  venne colmata con la presentazione della 125 Special, con cambio a cinque velocità di serie derivato dalla Dino. La Special prevedeva un allestimento piu’ curato, un impianto frenante migliorato e soprattutto il servofreno che era stato giudicato troppo morbido nella versione precedente; con grande sorpresa questa versione, penalizzo’ la 125 in allestimento base che usci’ di produzione nel 1969. Nel catalogo degli optional comparvero l’aria condizionata, gli splendidi cerchi in lega della Cromodora,  il lunotto termico e il cambio automatico a tre rapporti fornito dalla GM, che sostituiva il sistema semi-automatico Fiat “Idroconvert” della prima serie che praticamente nessuno rimpianse. Nel 1970 un nuovo restyling interesso’ il frontale con nuova calandra, nuovi gruppi ottici posteriori e nuovi indicatori di direzione incassati nei paraurti rivestiti con grossa gomma nera, che valsero a questo nuovo allestimento il soprannome di “125 gommone”; da notare comunque che la 125 Special venne dotata di una scatola dello sterzo divisa in tre parti per evitare danni al guidatore: questo sistema fu uno dei primissimi tentativi in favore della sicurezza passiva in caso di urto. Mentre la 124 veniva venduta anche negli Stati Uniti, la 125 non fu mai esportata oltre oceano ma la prima serie venne costruita su licenza in Nuova Zelanda in un centinaio di unità.

Dal 1968 al 1991 la 125 fu prodotta dalla Polski-Fiat ,col nome di 125 Polonez in piu’ di un milione di unita’, mentre in Italia la produzione venne interrotta nel 1972, sostituita dalla Fiat 132, dopo 603.877 esemplari,  un risultato davvero niente male  come un modello di auto di transizione.

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