PASSIONE ENGADINA

NSU RO 80, 1967-1977

by DAVIDE PIAZZA

Una berlina di fascia alta, adatta per le famiglie, spaziosa e ben rifinita da inserire nel mercato automobilistico tedesco degli anni 60. A quell’ epoca l’auto piu’ venduta in Germania Ovest era la Ford Taunus 12M e nel 1961 i tecnici NSU avviarono gli studi del progetto “Typ 80”; una nuova vettura da contrapporre all’automobile della Ford. La NSU era una gloriosa Casa automobilistica con sede a Neckarsulm, in riva all’omonimo fiume, nella regione tedesca del Baden Wüttemberg. Fondata nel 1873 come fabbrica di macchine da cucire industriali, si convertì prima come produttore di biciclette nel 1892 e nel 1901 di motociclette. Il salto di qualità come costruttore automobilisco avvenne nel 1906 costruendo, su licenza, automobili Peugeot. Le finanze della NSU sono sempre state piuttosto instabili fin dalla fondazione dell’azienda che fu sempre salvata dalla Dresdner Bank che gli impose, negli anni 10, una partnership con la Fiat, terminata nel 1970 quando vennero aboliti i dazi all’interno dei Paesi della Comunita’ Europea. Fino ad allora la casa tedesca assemblava su licenza le Fiat 850, 1100 e 1500 con il marchio Fiat Neckar: in Germania molti ancora lo ricordano. Alle nostre latitudini, nella memoria collettiva di noi allegri cinquantenni, rimane la NSU Prinz; simpatica utilitaria che ebbe grande successo in tutta Europa.

La Nsu deteneva i diritti di produzione del motore rotativo acquistati dall’ingegnere tedesco Felix Wankel nel 1951, un sistema di propulsione innovativo; al posto dei pistoni aveva due rotori che eliminavano gli attriti e le vibrazioni dei motori tradizionali, ma aveva grossi  problemi di affidabilita’, di consumo di olio e un consumo di carburante eccessivo. Questo tipo di motore era gia’ in produzione equipaggiando la Prinz sia coupe’ che cabriolet ma, essendo due utilitarie non progettate per un uso gravoso, il problema dell’ affidabilita’ venne sottovalutato.

Il progetto “Typ80” ufficialmente ebbe il via nel 1962 e nel 1963 venne definito il design della carrozzeria, molto moderna ed aerodinamica, lunga quasi 5 metri, ideata dall’allora direttore del centro stile della NSU Klaus Lüthe. Nonostante le prime avvisaglie negative sull’affidabilita’ del motore Wankel, si decise di dotare la nuova vettura proprio di questo tipo di motore, un birotore di 998cc da 120cv, e di un cambio semiautomatico a tre rapporti, derivato dal sistema “Sportomatic”della Porsche. La nuova NSU RO 80 venne presentata alla stampa specializzata il 21 Agosto 1967 presso il Castello Solitude di Stoccarda; location non di buon auspicio considerato che la RO 80 fu acquistata da pochi….

La nuova vettura venne lodata per la comodità e l’assenza di vibrazioni, le ottime rifiniture degli interni che all’epoca non era usuale in quella categoria, l’ampio spazio per i passeggeri ed anche il vano di carico molto sfruttabile. Il consumo dichiarato era di 12 litri di benzina ogni 100 km, ma un giornale tedesco rilevo’che in realtà superava i 20; un altro problema noto del motore Wankel. Il design della carrozzeria, come dicevo, era molto innovativo per l’epoca e ancora oggi, se riuscite a vederne una, non lascia indifferenti; o lo si ama o lo si odia.

Nel 1968 la RO 80 venne eletta ”Auto dell’anno” ma già i clienti dei primi esemplari prodotti affollavano le officine NSU con gravi problemi al motore: raramente si superavano i 30.000 km senza perdite di olio, ma il peggio doveva ancora arrivare. Come dicevo all’inizio le gia’traballanti finanze della Casa tedesca erano ridotte al lumicino proprio a causa della progettazione della nuova vettura che costo’ 40 milioni di Marchi Tedeschi dell’epoca. E chi pago’? La Dresdner Bank ancora una volta.

Nel 1969 la situazione peggioro’ talmente che la NSU dovette vendere i diritti di produzione del motore Wankel alla giapponese Mazda e consentire alla Volkswagen di avere la maggioranza delle azioni dell’azienda, diventando Audi-NSU. Il peggio arrivo’: allo scoccare dei 50.000 km, il motore Wankel cedeva suscitando l’ira dei clienti e  perdite di milioni di Marchi Tedeschi alla NSU per sostituire i propulsori, ironia della sorte, ancora in garanzia. Nel 1971 si cercò di migliorare l’affidabilità del motore rotativo sostituendo a piu’ riprese le guarnizioni della testata, ma ormai la RO 80 si era fatta una pessima reputazione e, nel 1973, la crisi petrolifera le diede il colpo finale causando un tracollo delle vendite che cominciarono a precipitare,  soprattutto a causa del consumo eccessivo di benzina. Un problema ,questo , che non si riuscì mai a eliminare.

Nel 1970 doveva entrare in produzione la NSU K70, di categoria inferiore alla RO 80, ma la Volkswagen blocco’ tutto azzerando i vertici della Casa di Neckarsulm che presentò la nuova auto col proprio marchio e fu un altro flop. Dopo 37.000 esemplari venduti, la RO 80 venne tolta di produzione e il marchio, fabbrica compresa, furono tolti di mezzo.

Nel 1985 Audi-NSU venne ribattezzata Audi AG.

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